Onicofagia: quando il bambino si mangia le unghie
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Onicofagia: quando il bambino si mangia le unghie

L’onicofagia, più famosa come “il mangiarsi le unghie”, rientra tra i tic o vizi comportamentali più diffusi tra i bambini. Compare solitamente intorno ai 5-6 anni e tende a risolversi spontaneamente, anche se in alcuni casi può protrarsi fino all’età adulta. Le cause dell’onicofagia non sono del tutto chiare, viene solitamente ritenuto un modo per scaricare tensione e ansia. Secondo gli specialisti, l’onicofagia rientra tra i disturbi del controllo degli impulsi, ovvero di una serie di disturbi definiti come l’incapacità di resistere all’impulso di compiere un gesto, preceduta da uno stato di eccitazione o tensione. Come già evidenziato prima, l’onicofagia normalmente non richiede un trattamento specifico perché questo impulso tende a sparire nel tempo, però i genitori possono attuare una serie di accorgimenti utili ad aiutare il bambino a smettere di mangiarsi le unghie.

Perché è importante che il bambino smetta di mangiarsi le unghie

Smettere di mangiarsi le unghie è importante in primo luogo per una questione igienica: portarsi le mani in bocca espone al rischio di infezioni batteriche, virali, fungine e parassitosi (come gli ossiuri, le cui uova si nascondono nelle unghie dei piccoli e attraverso le mani raggiungono l’organismo). Mangiarsi le unghie può portare a problemi di malocclusioni, provocare danni alle gengive e ai denti, modificazioni nella forma delle unghie e problemi nella crescita, soprattutto quando il letto ungueale è particolarmente compromesso.

Alcuni accorgimenti

Per un bambino o un ragazzo smettere di mangiarsi le unghie può essere molto difficile, per questo punizioni e rimproveri non sono efficaci, anzi potrebbero sortire l’effetto contrario. La miglior strategia è osservare le situazioni in cui l’impulso si accende e attraverso il dialogo e un atteggiamento rassicurante stargli accanto, spiegando che le emozioni che prova sono naturali e che non c’è bisogno di sentirsi in colpa. Educarlo poi a un sano rapporto con il proprio corpo è lo step successivo: insegnarli a prendersi cura delle sue mani e delle unghie è importante. Se è troppo piccolo per usare la limetta di carta o le forbici, bisogna evitare di lasciare angoli appuntiti o irregolari perché potrebbero indurlo a morderle. In commercio ci sono anche smalti o altri prodotti dal sapore sgradevole ideati appositamente per scongiurare l’onicofagia che possono essere applicati anche sulle unghie dei bambini. Un altro metodo può essere l’applicazione dell’olio d’oliva sulle unghie che le rende più morbide e, quindi, meno appetibili. In generale distrarlo con attività ricreative che siano sportive o artistiche, poco importa, l’importante è che scarichi la tensione e lo stress accumulato. Per ridurre lo stress molto utili sono le palline antistress che oltre a essere un fantastico gioco manuale, rappresentano un valido strumento per la gestione di ansia, stress e rabbia.

Quando rivolgersi a uno specialista

Se l’abitudine di mangiarsi le unghie provoca seri danni alle dita, se le unghie una volta morse vengono digerite, se questo comportamento si inserisce in un più ampio quadro di difficoltà emotive, relazionali e arriva ad assumere aspetti di autolesionismo, è importante rivolgersi a uno psicologo infantile per comprendere cosa c’è alla base di questa aggressività rivolta verso sé stesso.

Photo credits:

Foto di Subharnab Mujumdar da Wikimedia

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