Sonno e neonati: come affrontarlo
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Sonno e neonati: come affrontarlo

Il sonno nei neonati è fondamentale per la loro crescita, per questo nei primi mesi di vita arrivano a dormire dalle 15 alle 20 ore al giorno. I neonati hanno bisogno di dormire molto perché il sonno influenza lo sviluppo cerebrale e della memoria, stimolando l’ormone della crescita e rinforzando il sistema immunitario. Una fase molto delicata perché il ritmo sonno-veglia è piuttosto irregolare, ma anche individuale: varia da neonato a neonato e, soprattutto di notte, la veglia tende a essere prolungata; un ritmo acquisito nel pancione, quando alla veglia della mamma corrispondeva il riposo del piccolo e viceversa. Conoscendo le fasi del sonno di un neonato e mettendo in atto alcuni semplici consigli, sarà più semplice affrontare questo periodo con serenità.

Le fasi del sonno del neonato

Capita a molti genitori, soprattutto se si tratta delle prime esperienze, di essere preoccupati dai risvegli notturni dei neonati. Esasperati possono ricorrere a varie soluzioni per garantire il sonno continuo dei bambini. In questo può essere d’aiuto comprendere i ritmi del sonno del neonato: sin dal pancione i piccoli hanno i propri cicli del sonno, una volta nati, generalmente alternano fasi di sonno attivo a fasi di sonno profondo in cicli brevi di circa 50 minuti, separati dal “sonno di transizione”. Il sonno nella fase REM, detto anche sonno attivo, occupa i primi 20 minuti del sonno ed è la fase in cui i bambini possono svegliarsi facilmente: in questa fase ai bambini piace essere cullati, ciucciare e ascoltare le ninne-nanne. Un sonno apparentemente leggero, ma che favorisce lo sviluppo cerebrale: consolidando la memoria; rafforzando il sistema immunitario; stimolando la secrezione dell’ormone della crescita; consentendo cervello di “ripulirsi” dalle tossine accumulate in fase di veglia. Dopo la fase REM i bambini possono svegliarsi e non tornare a dormire per un po’ o entrare in una fase di sonno profondo per 20-40 minuti, alla cui fine possono svegliarsi e dare inizio a una nuova fase di sonno. Dopo i primi tre mesi i bambini cominciano a subire l’influenza del ciclo circadiano che va a modificare le ore di sonno, ridistribuendole nell’arco della giornata.

Come aiutare il neonato a dormire bene

Favorire una poppata serale consistente sicuramente allunga la fase del primo sonno, ma è importante rispettare i tempi del bambino nella prima fase perché non si tratta né di capricci, né di una cattiva gestione, ma di fisiologia. Accompagnarlo nell’acquisizione dei giusti ritmi del sonno è però possibile e sarà fondamentale per la sua crescita. Vediamo qualche suggerimento:

  • Creare un rituale serale: preparare un bagnetto rilassante, massaggiare il bambino con oli essenziali, leggere una favola, cantare quel particolare repertorio di ninne nanne, insomma, ideare delle attività che si ripetono tutti i giorni e che annunciano il momento della nanna.
  • Stimolarlo quando è sveglio: quando è sveglio è importante stimolarlo con attività su misura, badando bene a non sovra-eccitarlo troppo. Altrettanto importante è metterlo a letto appena ne sente la necessità perché un bambino troppo esausto e un bambino irritabile e, quindi, difficile da addormentare.
  • Addormentare il bambino nel luogo dove passerà la notte: spostare il bambino da un luogo all’altro è controproducente per il suo sonno, svegliarsi in un luogo diverso da quello in cui è addormentato potrebbe generare spaesamento e, quindi, rendere difficile che riesca ad addormentarsi di nuovo.

Photo credits:

Foto di Dominika Roseclay

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